Cosa vedere in Hokkaido: guida a un viaggio on the road

L’Hokkaido è l’isola più settentrionale del Giappone e la seconda più grande del paese. È conosciuta soprattutto per i suoi parchi nazionali, vulcani, laghi e grandi spazi naturali, che la rendono molto diversa dalle altre regioni del Giappone. Situata all’estremo nord dell’arcipelago, si trova a poca distanza dalla Russia e dalle contese isole Curili. L’Hokkaido è inoltre una delle zone meno densamente popolate del Giappone e, fuori dai centri principali, le distanze sono importanti: noleggiare un’auto è quindi uno dei modi migliori per esplorarla.

Noi abbiamo trascorso quasi tre settimane in Hokkaido, di cui circa due on the road, attraversando l’isola e raggiungendo alcune delle sue zone più remote, fino a Cape Soya, il punto più settentrionale del Giappone. In questa guida trovi cosa vedere in Hokkaido, i luoghi che ci sono piaciuti di più e tutti i consigli utili per organizzare un viaggio on the road sull’isola.

Un viaggio che ci ha completamente sorpreso e che ha reso l’Hokkaido, con tutta probabilità, una delle nostre zone preferite del Giappone.

I nostri video in Hokkaido

Quando andare in Hokkaido

L’Hokkaido può essere visitato tutto l’anno e il periodo migliore dipende soprattutto dal tipo di viaggio che vuoi fare. L’estate, da giugno ad agosto, è ideale per trekking, parchi nazionali e viaggi on the road, con temperature più miti e generalmente meno umidità rispetto al resto del Giappone.

Tra fine giugno e agosto la zona di Furano e Biei inizia a riempirsi di campi fioriti. La lavanda, uno dei simboli dell’estate in Hokkaido, raggiunge generalmente il momento migliore tra metà e fine luglio, anche se la fioritura varia ogni anno. Noi siamo stati qui all’inizio di luglio e, infatti, molti campi non avevano ancora raggiunto il massimo della fioritura.

Campo di lavanda a Furano

La primavera arriva invece più tardi rispetto al resto del Giappone. La fioritura dei ciliegi avviene generalmente tra fine aprile e inizio maggio, mentre tra maggio e inizio giugno è il momento degli shibazakura, piccoli fiori rosa che ricoprono intere colline creando dei veri e propri tappeti colorati.

L’inverno trasforma completamente l’isola. L’Hokkaido è famoso in tutto il mondo per la quantità e la qualità della sua neve, tanto che la powder giapponese viene spesso chiamata “Japow”, abbreviazione di Japanese Powder. Località come Niseko attirano sciatori e snowboarder da tutto il mondo, mentre lungo la costa del Mare di Okhotsk, generalmente tra fine gennaio e marzo, è possibile osservare anche il drift ice, il ghiaccio marino proveniente dal Mare di Okhotsk.

L’autunno, infine, arriva prima rispetto al resto del Giappone: nelle zone montuose dell’Hokkaido i primi colori autunnali possono comparire già a settembre, per poi spostarsi progressivamente verso quote più basse durante ottobre.

Noi abbiamo scelto l’estate, probabilmente il periodo migliore se, come noi, vuoi organizzare un viaggio in Hokkaido incentrato soprattutto su trekking, natura e un lungo road trip.

Come arrivare in Hokkaido

Il modo più semplice e veloce per raggiungere l’Hokkaido è in aereo. L’aeroporto principale è il New Chitose Airport, situato a circa 50 km da Sapporo e collegato con numerose città giapponesi, tra cui Tokyo e Osaka. Noi, ad esempio, siamo arrivati qui con un volo da Tokyo.

L’Hokkaido dispone però di diversi aeroporti regionali. Tra i principali ci sono Asahikawa, Hakodate, Kushiro, Memanbetsu e Wakkanai, che possono essere utili soprattutto se vuoi concentrare il viaggio su una determinata zona dell’isola o organizzare un itinerario senza dover necessariamente tornare a Sapporo.

L’alternativa all’aereo è lo Shinkansen, che collega Tokyo con Shin-Hakodate-Hokuto, nel sud dell’Hokkaido. Attenzione però: il treno ad alta velocità non arriva fino a Sapporo. Se la tua destinazione è il capoluogo dell’isola, da Shin-Hakodate-Hokuto dovrai proseguire con un altro treno. Per questo motivo, se parti da Tokyo e vuoi raggiungere direttamente Sapporo, l’aereo è generalmente la soluzione più pratica e veloce.

Come spostarsi in Hokkaido

Spostarsi in Hokkaido con i mezzi pubblici è possibile, ma può diventare piuttosto limitante se vuoi esplorare l’isola al di fuori delle città principali. Treni e autobus collegano bene centri come Sapporo, Otaru e Asahikawa e alcune delle località più turistiche, ma molte zone naturali e rurali sono difficili da raggiungere senza un mezzo proprio. A questo si aggiungono distanze molto grandi e collegamenti poco frequenti, soprattutto nel nord e nell’est dell’isola.

Per un viaggio come il nostro, incentrato soprattutto su parchi nazionali, trekking e zone più remote, noleggiare un’auto è stata praticamente una scelta obbligata. Permette non solo di raggiungere luoghi poco o per nulla serviti dai mezzi pubblici, ma anche di fermarsi liberamente lungo il percorso e gestire gli spostamenti senza dipendere dagli orari di autobus e treni.

Il nostro potentissimo mezzo: Suzuki Hustler

Noleggiare un’auto in Hokkaido

Per guidare in Giappone con una patente italiana è necessario avere la patente internazionale conforme alla Convenzione di Ginevra del 1949, da richiedere in Italia prima della partenza.

Noi abbiamo noleggiato l’auto a Sapporo con Budget Car Rental, scegliendo una piccola kei car, che durante il viaggio è diventata anche la nostra casa. Al momento del noleggio abbiamo aggiunto anche la ETC Card, l’equivalente del nostro Telepass: permette di utilizzare automaticamente le autostrade a pedaggio e, alla riconsegna dell’auto, abbiamo pagato direttamente a Budget l’importo totale dei pedaggi.

Un ultimo consiglio riguarda la benzina. In Hokkaido troverai diverse catene di distributori, tra cui ENEOS, apollostation (Idemitsu) e COSMO, con numerose stazioni self-service. Il funzionamento può variare leggermente da un distributore all’altro, così come i metodi di pagamento accettati.

Nelle città e lungo le strade principali i distributori sono abbastanza frequenti, mentre nelle zone più remote dell’isola possono essere molto più distanti tra loro. Meglio quindi non aspettare di essere in riserva, soprattutto viaggiando nel nord e nell’est dell’Hokkaido.

Noi abbiamo avuto qualche problema pagando con Revolut. In alcuni distributori self-service ci veniva applicata una pre-autorizzazione di 15.000 ¥ prima del rifornimento. Una volta fatto il pieno viene addebitato solamente l’importo effettivamente speso, ma la somma restante può rimanere temporaneamente bloccata sulla carta: nel nostro caso anche fino a una settimana.

Facendo rifornimento frequentemente ci siamo quindi ritrovati con diverse pre-autorizzazioni contemporaneamente bloccate. Per questo motivo abbiamo iniziato a pagare la benzina in contanti quando possibile. Se utilizzi Revolut o altre carte durante il viaggio, tieni presente questo aspetto e porta con te anche dei contanti.

Lago Mashu

Cosa vedere in Hokkaido

L’Hokkaido offre soprattutto natura e grandi spazi, con ben sette parchi nazionali, vulcani, laghi, sorgenti termali e una costa molto diversa da quella del resto del Giappone. Non mancano però città come Sapporo, piccoli centri e località termali. Le distanze sono notevoli, quindi è importante scegliere cosa vedere anche in base ai giorni a disposizione e agli spostamenti.

Di seguito trovi le principali tappe e i luoghi che abbiamo visitato durante il nostro viaggio in Hokkaido.

Odori Park e dietro la torre televisiva di Sapporo

Sapporo

Sapporo è la città principale dell’Hokkaido e rappresenta per molti il punto di partenza per esplorare l’isola. Noi siamo arrivati in aereo da Tokyo al New Chitose Airport e da qui abbiamo raggiunto il centro di Sapporo con l’Airport Limousine Bus, che effettua diverse fermate in città (ticket preso direttamente in loco). Il viaggio dura indicativamente circa 70-80 minuti, a seconda della fermata e del traffico. Secondo noi un paio di giorni sono sufficienti per visitare Sapporo e vedere le principali attrazioni della città. Gran parte dei luoghi di interesse si concentra infatti nel centro ed è facilmente raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici.

Tra le cose da vedere a Sapporo ci sono la Sapporo TV Tower, alta 144 metri e situata all’estremità di Odori Park, e la vicina Sapporo Clock Tower, uno dei simboli storici della città. Vale poi la pena passeggiare lungo Odori Park, che attraversa il centro per circa 1,5 km, e raggiungere il Nijo Market, storico mercato dove si trovano soprattutto pesce e prodotti tipici dell’Hokkaido.

Per negozi e ristoranti c’è invece Tanukikoji Shopping Street, una galleria pedonale coperta lunga circa 900 metri. Una particolarità di Sapporo è anche la sua estesa rete di passaggi e gallerie sotterranee, utilizzata soprattutto durante i freddi e nevosi mesi invernali e che permette di spostarsi tra alcune delle principali zone del centro senza uscire all’aperto.

Quartiere di Susukino, Sapporo

Un’altra tappa interessante è il Sapporo Beer Museum, dedicato alla storia della Sapporo Beer, una delle birre più conosciute del Giappone e nata proprio in Hokkaido. L’ingresso al museo è gratuito e la visita può essere fatta in autonomia; al termine è possibile acquistare una degustazione e provare diverse birre del birrificio. Noi abbiamo scelto proprio questa opzione.

La sera vale la pena raggiungere Susukino, il principale quartiere della vita notturna di Sapporo, caratterizzato da ristoranti, izakaya, locali e grandi insegne luminose.

Dove dormire a Sapporo

Per visitare Sapporo consigliamo di dormire in centro, tra Odori e Susukino, una zona comoda per raggiungere a piedi gran parte delle principali attrazioni e con numerosi ristoranti e locali.

Per le prime due notti abbiamo soggiornato all’Hotel Plus Hostel Sapporo, direttamente nella galleria coperta di Tanukikoji. Noi abbiamo scelto una camera privata, molto piccola, con bagno in comune. Al ritorno dal nostro viaggio on the road abbiamo invece dormito all’Helio Hostel Sapporo, questa volta in camerata.

Entrambi sono molto validi soprattutto per la posizione centrale e rappresentano una buona soluzione per dormire a Sapporo senza spendere troppo.

Cosa mangiare a Sapporo

Sapporo è famosa per il miso ramen, nato proprio in città e diventato una delle specialità più conosciute dell’Hokkaido. In città si trovano tantissimi ramen-ya, ma noi ne consigliamo in particolare due nella zona di Susukino.

Il nostro preferito è stato Ramen Haruka, un piccolo locale dove abbiamo mangiato uno dei ramen più buoni del nostro viaggio in Giappone. Poco distante si trova Teshikaga Ramen, altro indirizzo molto conosciuto dove provare il tipico ramen dell’Hokkaido.

Un’altra tappa da non perdere è il Nijo Market, soprattutto al mattino. Tra le bancarelle di pesce e frutti di mare puoi assaggiare una delle specialità più famose dell’isola: il king crab dell’Hokkaido, preparato e servito direttamente al mercato.

Otaru

A poca distanza da Sapporo si trova Otaru, piccola città portuale conosciuta soprattutto per il suo canale, fiancheggiato da vecchi magazzini in pietra risalenti al periodo in cui la città era un importante centro commerciale.

Secondo noi un paio d’ore sono sufficienti per visitare il centro di Otaru. Oltre a passeggiare lungo il canale, vale la pena percorrere Sakaimachi Street, dove si concentrano numerosi negozi e laboratori dedicati alla lavorazione del vetro, una delle produzioni artigianali per cui la città è conosciuta.

Prima di ripartire consigliamo una sosta da LeTAO, pasticceria nata proprio a Otaru e famosa soprattutto per la sua cheesecake Double Fromage. Il negozio principale si trova lungo Sakaimachi Street ed è diventato uno dei simboli della città.

Canale di Otaru

Cape Kamui e la penisola di Shakotan

La penisola di Shakotan, lungo la costa occidentale dell’Hokkaido, è conosciuta per le sue scogliere e per il colore intenso del mare, tanto da essere chiamato Shakotan Blue.

Uno dei luoghi più belli della zona è Cape Kamui. Dal parcheggio parte il Charenka Trail, un breve sentiero che segue il promontorio fino alla sua estremità, regalando ampie vedute sulla costa e sul Mar del Giappone. Per raggiungere la punta considera circa 20-30 minuti a piedi.

Nella stessa zona si trova anche Ebisu Rock, una particolare formazione rocciosa che emerge dal mare e che merita una breve sosta lungo la costa.

Cape Kamui

Fukidashi Park

Ai piedi del Monte Yotei, nei pressi della cittadina di Kyogoku, si trova il Fukidashi Park, un piccolo parco conosciuto per le sue sorgenti naturali. L’acqua proveniente dal Monte Yotei filtra attraverso il terreno vulcanico prima di riaffiorare nel parco.

Una breve passeggiata tra sentieri e passerelle conduce alla sorgente, dove è possibile bere gratuitamente l’acqua e riempire le proprie borracce.

Per dormire in questa zona noi abbiamo scelto il Kyogoku Three U Park Camping Ground, una soluzione economica dove è possibile pernottare anche in auto. Il campeggio dispone di servizi igienici, ma non ci sono docce calde.

Proprio accanto si trova il Kyogoku Onsen, comodo per rilassarsi e lavarsi dopo una giornata in viaggio. Attenzione però: l’accesso non è consentito alle persone con tatuaggi. Noi, avendone, non siamo potuti entrare.

Fukidashi Park

Niseko e dintorni

Conosciuta soprattutto come una delle principali destinazioni sciistiche dell’Hokkaido, Niseko merita una visita anche durante l’estate, quando è possibile esplorare montagne, zone vulcaniche e sorgenti termali.

Tra i luoghi più particolari della zona c’è Oyunuma Pond di Niseko Yumoto, un piccolo lago vulcanico alimentato da sorgenti termali. L’acqua ricca di zolfo e il vapore che sale continuamente dalla superficie rendono subito evidente l’attività geotermica della zona. Nelle vicinanze si trova anche lo Yuki Chichibu Onsen.

Merita una visita anche Shinsen-numa Marsh, una zona umida d’alta quota raggiungibile attraverso una semplice passeggiata su passerelle in legno. Il percorso attraversa il bosco e la vegetazione della palude fino a raggiungere il piccolo lago di Shinsen-numa.

Lungo le passerelle sopraelevate di Shinsen-numa Marsh

A dominare il paesaggio c’è il Monte Yotei, un vulcano alto 1.898 metri conosciuto anche come “Ezo Fuji” per la sua forma che ricorda il Monte Fuji. È possibile raggiungerne la cima attraverso quattro principali vie di salita: Kutchan/Hirafu, Makkari, Kyogoku e Kimobetsu. Si tratta però di un’escursione impegnativa, con circa 1.500 metri di dislivello e tempi complessivi che possono arrivare alle 9-10 ore. Noi avevamo programmato di salirlo, ma abbiamo dovuto rinunciare a causa del maltempo.

Per provare un onsen a Niseko, noi siamo stati al Kiranoyu Spa Niseko station, proprio di fronte alla stazione ferroviaria. Dispone di vasche interne ed esterne ed è una soluzione molto comoda anche per chi viaggia dormendo in auto.

Infine, per mangiare consigliamo Jamii, nei pressi della stazione di Niseko, specializzato in soup curry. È stato uno dei pasti che abbiamo apprezzato di più durante il nostro viaggio in Hokkaido.

Lago Toya e Nishiyama Crater

Il lago Toya è un grande lago vulcanico situato all’interno del Shikotsu-Toya National Park e circondato da montagne e vulcani, tra cui il vicino Monte Usu. Una strada panoramica permette di percorrerne buona parte delle sponde e fermarsi nei diversi punti panoramici lungo il percorso.

Sulla sponda meridionale del lago si trova Toyako Onsen, la principale località termale della zona e una buona base per esplorare il Lago Toya e il vicino Monte Usu. Passeggiando sul lungolago si trovano anche alcuni pediluvi termali gratuiti, perfetti per una breve pausa.

Lago Toya da uno dei tanti punti panoramici

Da Toyako Onsen si raggiunge facilmente anche l’area di partenza del Nishiyama Crater Walking Trail, situata poco fuori dal centro abitato.

Una delle esperienze più interessanti della zona è il Nishiyama Crater Walking Trail, un percorso che attraversa l’area interessata dall’eruzione del Monte Usu del 2000. Nei giorni precedenti l’eruzione la zona fu colpita da migliaia di terremoti e l’attività vulcanica portò alla formazione di nuovi crateri sul versante occidentale della montagna.

Lungo il sentiero sono ancora visibili strade deformate, edifici abbandonati e infrastrutture danneggiate dall’eruzione, lasciate volutamente sul posto per mostrare gli effetti dell’attività vulcanica. Il percorso attraversa inoltre diversi crateri e punti da cui è possibile osservare il paesaggio creato dall’eruzione.

È una passeggiata relativamente semplice e, secondo noi, uno dei luoghi più interessanti nei dintorni del Lago Toya, soprattutto perché permette di capire concretamente quanto questa parte dell’Hokkaido sia ancora geologicamente attiva.

Per le vie di Toyako Onsen e il monte Yotei sullo sfondo

Dove dormire al Lago Toya

Per la notte abbiamo scelto il Nakatoya Campground, direttamente sulle rive del Lago Toya. È stata l’unica notte del nostro viaggio in Hokkaido trascorsa in tenda anziché in auto: il campeggio dispone di piazzole affacciate sul lago e servizi igienici ed è un’ottima soluzione economica per dormire immersi nella natura.

Shiraoi e la cultura Ainu

Una tappa che consigliamo di non saltare è Shiraoi, dove si trova Upopoy, il National Ainu Museum and Park, dedicato alla storia e alla cultura degli Ainu, il popolo indigeno originario soprattutto dell’Hokkaido e delle regioni più settentrionali dell’arcipelago giapponese.

Il complesso comprende il National Ainu Museum e un grande parco sulle rive del Lago Poroto. Oltre alle esposizioni dedicate alla storia, alla lingua e alle tradizioni degli Ainu, è possibile visitare la ricostruzione di un villaggio tradizionale, assistere a spettacoli e partecipare a diverse attività culturali.

Secondo noi è una visita importante per comprendere una parte della storia e della cultura dell’Hokkaido che difficilmente emerge viaggiando nelle altre regioni del Giappone. Per visitare con calma il museo e il parco considera almeno qualche ora.

Dove dormire e mangiare a Shiraoi

Noi abbiamo dormito da haku hostel & café+bar, una sistemazione semplice e comoda per visitare Shiraoi e Upopoy. Per mangiare consigliamo invece 手打ち蕎麦と珈琲 てんぞう (Teuchi Soba to Coffee Tenzou), un piccolo locale specializzato in soba fatta a mano. È stata una delle migliori soba che abbiamo mangiato durante il viaggio.

Noboribetsu Jigokudani

Una delle zone geotermiche più interessanti dell’Hokkaido è Noboribetsu Jigokudani, conosciuta anche come “Hell Valley”. Si tratta di un’area vulcanica caratterizzata da pareti rocciose, fumarole, sorgenti sulfuree e corsi d’acqua calda.

Dal centro di Noboribetsu Onsen partono diversi sentieri che permettono di esplorare la zona interamente a piedi. Oltre alla passerella principale di Jigokudani, consigliamo di proseguire fino a Oyunuma, un lago vulcanico alimentato da sorgenti termali, e al vicino Oku-no-Yu, dove l’attività geotermica è ancora ben visibile.

Noboribetsu Jigokudani

Da Oyunuma il sentiero continua attraverso il bosco costeggiando il fiume Oyunuma, le cui acque sono naturalmente calde, fino a raggiungere l’Oyunuma River Natural Footbath, dove è possibile immergere gratuitamente i piedi nell’acqua termale.

Per percorrere tutto il circuito senza fretta consigliamo di dedicare una mattinata alla zona. Noboribetsu Onsen è molto turistica e ospita numerosi grandi hotel e resort termali che, secondo noi, tolgono un po’ di fascino al paesaggio, ma una volta imboccati i sentieri ci si lascia velocemente alle spalle la parte più costruita.

Oyunuma Pond

Furano, Biei e dintorni

La zona tra Furano e Biei è una delle più conosciute dell’Hokkaido centrale, soprattutto durante l’estate, quando colline e campagne si riempiono di campi coltivati e fioriti. Le attrazioni sono sparse su un territorio abbastanza ampio, quindi avere un’auto è il modo migliore per esplorare Furano, Biei e i dintorni. Secondo noi vale la pena dedicare almeno un paio di giorni a questa zona.

Cosa vedere a Furano

Tra le cose da vedere a Furano ci sono la Furano Cheese Factory e la Furano Winery, due visite brevi e gratuite dedicate ai prodotti locali. Alla Cheese Factory è possibile vedere alcune fasi della lavorazione e acquistare o assaggiare formaggi prodotti con latte dell’Hokkaido, mentre alla Winery si può conoscere qualcosa in più sulla produzione vinicola della zona e partecipare a piccole degustazioni.

Fuori dal centro merita una sosta anche Rokugo Viewing Platform, un punto panoramico circondato da campi e campagne, con una bella vista sulle montagne nelle giornate limpide.

Panoramic Flower Gardens Shikisai-no-oka

I campi di fiori tra Furano e Biei

Uno dei motivi principali per visitare questa parte dell’Hokkaido in estate sono i campi di fiori e di lavanda. Il luogo più famoso è Farm Tomita, a Nakafurano, conosciuta soprattutto per le sue distese di lavanda. Il periodo migliore è generalmente luglio, anche se la fioritura cambia leggermente ogni anno. Noi siamo stati in questa zona all’inizio di luglio e la lavanda non aveva ancora raggiunto il massimo della fioritura.

Le alternative non mancano. Shikisai-no-Oka, sulle colline di Biei, è uno dei parchi floreali più grandi e conosciuti, con campi che durante l’estate formano lunghe fasce colorate. A Kamifurano si trovano invece Flower Land Kamifurano e Hinode Park, quest’ultimo particolarmente interessante durante la fioritura della lavanda.

Secondo noi non è necessario visitarli tutti: molti paesaggi sono simili e conviene scegliere uno o due parchi in base al periodo e alle fioriture del momento.

Le strade panoramiche di Biei

Una delle cose più belle da fare nei dintorni di Biei è semplicemente guidare attraverso la campagna. La zona è caratterizzata da colline, campi coltivati e lunghe strade con pochissimo traffico.

Tra le più conosciute c’è la Rollercoaster Road, una strada perfettamente rettilinea che attraversa la campagna alternando continui saliscendi. Più che una vera attrazione è una breve deviazione panoramica, ma rende bene l’idea del paesaggio di questa parte dell’Hokkaido.

Shirogane Blue Pond e Shirahige Waterfall

Tra le cose più famose da vedere a Biei c’è lo Shirogane Blue Pond, conosciuto per il particolare colore azzurro delle sue acque e per i tronchi degli alberi che emergono dalla superficie. Lo stagno si è formato in seguito alla costruzione di opere realizzate per proteggere la zona dai flussi vulcanici del vicino Monte Tokachi. Il colore dell’acqua cambia in base alla luce e alle condizioni meteorologiche, quindi non aspettarti necessariamente l’azzurro intenso che si vede in molte fotografie.

Shirahige waterfall

A pochi chilometri si trova Shirahige Waterfall, dove l’acqua sgorga direttamente dalle pareti rocciose prima di precipitare nel fiume Biei. La cascata si osserva dal ponte nella zona di Shirogane Onsen ed è facilmente raggiungibile. Se visiti il Blue Pond, secondo noi vale sicuramente la pena aggiungerla.

Fukiage Onsen

Se vuoi provare un’esperienza diversa dai classici onsen giapponesi, sulle pendici del Tokachidake si trova Fukiage Onsen, una sorgente termale naturale immersa nel bosco. Nella zona avvistano spesso orsi, ma noi non li abbiamo visti purtroppo.

L’accesso è gratuito e dal parcheggio bastano pochi minuti a piedi per raggiungere le vasche. L’onsen è all’aperto, misto e senza veri spogliatoi, quindi è molto più spartano rispetto a una struttura termale tradizionale. Proprio per questo, però, è stata una delle esperienze più particolari che abbiamo fatto nella zona.

Dove dormire a Furano e Biei

Per esplorare la zona di Furano e Biei abbiamo soggiornato alla Guest House EBISAN, una piccola guesthouse nella zona di Kamifurano. La posizione è comoda se si viaggia in auto e permette di raggiungere facilmente i principali punti di interesse della zona. La struttura è semplice e tranquilla, con parcheggio e colazione inclusa. A gestirla è una coppia di anziani davvero gentile e disponibile, che ci ha dato numerosi consigli su cosa vedere e fare nei dintorni. Un posto che consigliamo senza dubbio se cerchi dove dormire tra Furano e Biei.

Marimo al Marimo Exhibition and Observation Center

Lago Akan e i marimo

Il lago Akan, all’interno dell’Akan-Mashu National Park, è famoso soprattutto per i marimo, particolari alghe verdi che, grazie al movimento dell’acqua, assumono naturalmente una forma sferica. Quelli del Lago Akan sono considerati Monumento Naturale Speciale del Giappone e alcuni esemplari superano i 30 cm di diametro.

Per vederli abbiamo partecipato alla crociera sul lago, che fa tappa sulla piccola isola di Churui. Qui si trova il Marimo Exhibition and Observation Center, dove gli esemplari sono conservati in grandi acquari e viene spiegato come si formano e perché il Lago Akan presenta le condizioni adatte alla loro crescita. Non aspettarti quindi di vederli direttamente sul fondo del lago. La visita è comunque interessante e permette di vedere anche alcuni degli esemplari più grandi esistenti.

Uno dei Marimo più grandi del lago Akan

Sulle rive del lago si trova anche Akan Ainu Kotan, una comunità Ainu nata negli anni Cinquanta e oggi uno dei principali luoghi dell’Hokkaido dove conoscere la cultura di questo popolo indigeno. Lungo la strada principale si susseguono botteghe di artigiani Ainu, dove vengono ancora lavorati legno, tessuti e oggetti decorati con motivi tradizionali.

Signora Ainu in una bottega artigianale

Qui si trova anche l’Ainu Theater Ikor, dove vengono rappresentate danze, canti e spettacoli legati alle tradizioni Ainu. Rispetto al grande museo Upopoy di Shiraoi, l’esperienza è molto diversa e permette di vedere un lato più quotidiano della cultura Ainu.

Per fare la crociera e visitare con calma la zona del Lago Akan considera circa una mattinata.

Lago Kussharo, Monte Io e Lago Mashu

Sempre all’interno dell’Akan-Mashu National Park si trovano il lago Kussharo e il lago Mashu, due grandi laghi vulcanici circondati da montagne e zone geotermiche.

Sulle rive del lago Kussharo si trova Sunayu, un luogo piuttosto particolare dove basta scavare pochi centimetri nella sabbia della spiaggia per far affiorare acqua termale calda. Sono presenti anche un pediluvio gratuito e un grande parcheggio con servizi igienici, dove noi abbiamo trascorso la notte dormendo in auto.

Poco distante si trova il Monte Io (Iozan), un vulcano ancora attivo facilmente raggiungibile a piedi dal parcheggio. Un breve percorso conduce tra fumarole e depositi di zolfo, permettendo di osservare l’attività geotermica davvero da vicino.

Fumarole al Monte Io

Il lago Mashu è invece famoso per le sue acque estremamente limpide e per la nebbia che spesso avvolge la caldera. Non è possibile scendere sulle rive del lago, ma lungo il bordo della caldera si trovano diversi punti panoramici dai quali osservarlo dall’alto.

Nella zona di Kiyosato merita una deviazione anche Sakura Falls. Tra giugno e agosto è possibile vedere i salmoni sakura masu risalire il fiume e tentare di superare la cascata con spettacolari salti fuori dall’acqua. L’accesso è gratuito e dal parcheggio bastano pochi minuti a piedi per raggiungere il punto di osservazione.

Salmoni a Sakura falls

Shiretoko National Park

La penisola di Shiretoko, nell’estremo nord-est dell’Hokkaido, è una delle zone più selvagge dell’isola ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2005. Per esplorarla con un po’ di calma consigliamo di dedicare almeno due giorni.

Le due principali basi per visitare Shiretoko sono Utoro, sulla costa occidentale, e Rausu, sul versante orientale. Le due località si trovano sui lati opposti della penisola e sono collegate dalla Shiretoko Pass, una strada panoramica che attraversa le montagne e offre belle vedute sul Monte Rausu e, nelle giornate limpide, sulle vicine isole Curili.

Uno dei tanti cartelli di attenzione orso

Prima di iniziare a esplorare il parco consigliamo di passare dallo Shiretoko National Park Nature Center. Qui è possibile informarsi sulle condizioni dei sentieri, eventuali chiusure e soprattutto sulla presenza recente di orsi bruni, molto numerosi in questa parte dell’Hokkaido (mai visti!). Le condizioni e le regole di accesso ad alcune zone possono cambiare, quindi vale sempre la pena controllare le informazioni aggiornate prima di partire.

Prima di raggiungere il cuore del parco merita una sosta anche la Road to the Sky, un lunghissimo rettilineo che attraversa la campagna e che, osservato dall’alto, sembra continuare fino all’orizzonte. Nella stessa zona si trovano le Sandan Falls, una cascata su più livelli facilmente raggiungibile dalla strada.

Utoro e il versante occidentale di Shiretoko

Utoro è la principale base per esplorare il versante occidentale dello Shiretoko National Park, ma il paese in sé non ha molto da offrire. Si tratta principalmente di un piccolo centro turistico con alcuni alloggi, ristoranti e il porto da cui partono le crociere lungo la costa. L’abbiamo trovato piuttosto spento e in alcuni punti anche un po’ decadente. Inoltre, molti ristoranti seguono orari piuttosto variabili e non è raro trovarli chiusi: il 7-Eleven in centro può quindi tornare decisamente comodo. A Utoro si trovano anche una lavanderia self-service e un paio di onsen tattoo-friendly, cosa non sempre scontata in Giappone.

Più che per visitare il paese, Utoro è quindi utile soprattutto come punto di appoggio per esplorare questa parte del parco. Da qui si raggiungono facilmente lo Shiretoko Nature Center, gli Shiretoko Five Lakes e Furepe Waterfall, oltre alla strada che conduce verso Kamuiwakka Hot Falls.

volpe hokkaido
Una delle tante volpi sul passo di Shiretoko

Shiretoko Five Lakes

Gli Shiretoko Five Lakes sono cinque piccoli laghi circondati dalla foresta, con sullo sfondo le montagne della penisola. Per visitarli esistono due tipi di percorso: una passerella sopraelevata e alcuni sentieri a livello del terreno che attraversano il bosco e permettono di raggiungere tutti e cinque i laghi.

La passerella sopraelevata è gratuita e conduce fino al primo lago. È lunga circa 800 metri, è protetta da una recinzione elettrificata contro gli orsi e offre diversi punti panoramici lungo il percorso. Noi abbiamo scelto questa soluzione e, secondo noi, vale la pena anche fermandosi solamente al primo lago.

Primo dei cinque laghi di Shiretoko

Per percorrere invece i sentieri nel bosco bisogna tenere conto della stagione. Nel periodo di maggiore attività degli orsi, generalmente dal 10 maggio al 31 luglio, l’accesso è consentito solamente accompagnati da una guida autorizzata. Noi eravamo a Shiretoko a luglio e il tour costava circa 40 € a persona; inoltre, quello disponibile quel giorno era solamente in giapponese, quindi abbiamo deciso di non farlo.

Prima di partire consigliamo comunque di controllare le condizioni e le modalità di accesso al Visitor Center, perché a Shiretoko la presenza degli orsi può comportare modifiche o chiusure dei sentieri.

Furepe Waterfall

Dal Shiretoko Nature Center parte un semplice sentiero che conduce alla Furepe Waterfall, una cascata che scende direttamente dalle scogliere nel Mare di Okhotsk. Il percorso attraversa prima il bosco e poi una grande area aperta fino a raggiungere il punto panoramico sulla costa.

La passeggiata è breve e semplice e lungo il percorso è abbastanza comune incontrare i cervi Ezo, mentre con un po’ di fortuna è possibile avvistare anche altri animali selvatici. Prima di partire controlla comunque al Nature Center eventuali segnalazioni relative alla presenza di orsi.

Furepe waterfall

Kamuiwakka Hot Falls

Più a nord si trovano le Kamuiwakka Hot Falls, una serie di cascate alimentate da acqua termale proveniente dal vicino vulcano. In passato era possibile raggiungerle e risalire liberamente il corso d’acqua, mentre oggi l’accesso alle cascate è regolamentato e richiede prenotazione e la partecipazione a un tour.

Noi abbiamo raggiunto la zona ma abbiamo deciso di non partecipare all’attività. Secondo noi vale comunque la pena percorrere la strada che conduce verso Kamuiwakka, una sterrata immersa in una delle parti più selvagge di Shiretoko. È anche una zona frequentata dagli orsi bruni: noi non ne abbiamo incontrati, ma se hai fortuna potresti avvistarne uno dalla strada. In quel caso, ovviamente, rimani in auto e mantieni sempre le distanze.

Rausu e il versante orientale di Shiretoko

Dall’altro lato della penisola si trova Rausu, la seconda base principale per esplorare Shiretoko. Per raggiungerla da Utoro si attraversa la Shiretoko Pass, una delle strade panoramiche più belle della zona, che passa ai piedi del Monte Rausu.

Da Rausu la strada prosegue verso nord costeggiando il mare fino al Japan’s Northeastern-most Point, il punto più a nord-est del Giappone raggiungibile attraverso la rete stradale. Nelle giornate limpide, dall’altra parte dello stretto si possono vedere anche le isole Curili, amministrate dalla Russia ma in parte rivendicate dal Giappone.

parchi nazionali hokkaido
Noi nel punto più a Nord-est del Giappone

Crociere a Shiretoko

Un altro modo per scoprire Shiretoko è dal mare, ma è importante scegliere da quale lato della penisola partire perché le escursioni sono piuttosto diverse.

Da Utoro le crociere seguono la costa occidentale, permettendo di osservare scogliere, cascate e zone completamente inaccessibili via terra. Uno dei motivi principali per partecipare è anche la possibilità di avvistare gli orsi bruni lungo la costa.

Da Rausu, invece, le escursioni sono dedicate soprattutto alla fauna marina. A seconda della stagione è possibile avvistare orche, capodogli, delfini e numerose specie di uccelli marini. Noi avevamo prenotato una crociera, ma purtroppo è stata cancellata circa un’ora prima della partenza e non siamo riusciti a recuperarla. Se vuoi assolutamente farla, meglio quindi non lasciarla all’ultimo giorno e tenere un po’ di margine in caso di cancellazione.

Dove dormire a Rausu

Noi abbiamo dormito un paio di notti al Rausu-onsen Campground, un campeggio molto semplice immerso nel bosco, poco sopra Rausu. Dispone essenzialmente di piazzole, bagni e aree comuni per cucinare, ma per noi è stata una soluzione economica e comoda per esplorare Shiretoko.

Proprio di fronte al campeggio si trova inoltre il Kumanoyu Onsen, un piccolo onsen all’aperto immerso nella natura e a ingresso gratuito.

Monbetsu e la costa del Mare di Okhotsk

La Route 238 percorre la costa dell’Hokkaido affacciata sul Mare di Okhotsk ed è una delle strade da percorrere per raggiungere l’estremo nord dell’isola. Le distanze in questa parte dell’Hokkaido iniziano a diventare importanti e gran parte del viaggio si svolge tra piccoli centri, costa e lunghi tratti praticamente disabitati.

Una delle soste più curiose lungo il percorso è Monbetsu, conosciuta soprattutto per il ghiaccio marino che raggiunge questa costa durante l’inverno. Il simbolo della città è la gigantesca Crab Claw Statue, una chela di granchio alta circa 12 metri affacciata sul mare. In inverno da Monbetsu partono anche le crociere rompighiaccio per osservare il *drift ice* del Mare di Okhotsk.

Per spezzare il lungo trasferimento verso nord, noi abbiamo trascorso la notte al Kutcharo Lakeside Camping Site, un campeggio semplice direttamente sulle rive del Lago Kutcharo e dotato di servizi igienici.

Noi e la Crab Claw Statue

Cape Soya e Wakkanai

All’estremità settentrionale dell’Hokkaido si trova Cape Soya, il punto più a nord del Giappone. Qui si trova il famoso Monument of the Northernmost Point of Japan, affacciato direttamente sul mare. Nelle giornate più limpide è possibile vedere all’orizzonte anche Sakhalin, l’isola russa situata circa 40 km più a nord.

Più che per le attrazioni in sé, secondo noi vale la pena arrivare fin qui proprio per raggiungere l’estremità settentrionale del paese. Anche la zona circostante è molto bella, con le grandi distese delle Soya Hills, pascoli e numerose pale eoliche.

Tra le cose da vedere nei dintorni c’è anche la White Road, un particolare percorso ricoperto da conchiglie di capasanta frantumate che attraversa le colline con vista sul mare.

A circa 30 km da Cape Soya si trova Wakkanai, la città più settentrionale del Giappone e la principale base per esplorare questa parte dell’Hokkaido. Tra le cose da vedere c’è il Wakkanai Port North Breakwater Dome, una particolare struttura in cemento costruita per proteggere il porto dalle forti onde e dal vento.

polo nord giapponese
Cape Soya, il punto più a Nord del Giappone

Un altro punto che consigliamo è Cape Noshappu, sulla costa occidentale di Wakkanai. Nelle giornate limpide da qui si possono vedere l’isola di Rishiri, dominata dal Monte Rishiri, e la vicina isola di Rebun. È anche uno dei punti più belli della zona per vedere il tramonto.

Rishiri e Rebun

Dal porto di Wakkanai partono i traghetti per le isole di Rishiri e Rebun, conosciute soprattutto per i loro paesaggi naturali e i numerosi trekking. Avremmo voluto visitarle, ma inserirle in un viaggio on the road in Hokkaido può risultare piuttosto macchinoso, soprattutto se si viaggia con un’auto a noleggio.

È possibile lasciare l’auto a Wakkanai e spostarsi sulle isole oppure imbarcarla sul traghetto, ma in questo caso i costi aumentano. Inoltre, per visitare entrambe le isole con un po’ di calma servono diversi giorni in più. Noi abbiamo quindi deciso di lasciarle per un prossimo viaggio. Heartland Ferry collega Wakkanai sia con Rishiri sia con Rebun e gestisce anche i collegamenti tra le due isole.

Per controllare orari e tariffe aggiornate puoi consultare direttamente il sito ufficiale di Heartland Ferry.

Daisetsuzan National Park

Il Daisetsuzan National Park, nel cuore dell’Hokkaido, è il parco nazionale più grande del Giappone e una delle principali zone dell’isola per fare trekking. È un territorio montuoso caratterizzato da vulcani, laghi alpini, sorgenti termali e grandi spazi praticamente disabitati. La montagna più alta del parco è il Monte Asahi o Asahidake, che con i suoi 2.291 metri è anche la cima più alta dell’Hokkaido.

Asahi hokkaido cosa vedere
Il monte Asahi e le fumarole

Salire sul Monte Asahi

Il modo più semplice per raggiungere il Monte Asahi è utilizzare la Asahidake Ropeway, che parte da Asahidake Onsen, a circa 1.100 metri di quota, e raggiunge la stazione di Sugatami a circa 1.600 metri.

Da qui parte il sentiero per la cima. La salita si sviluppa su terreno vulcanico e supera circa 700 metri di dislivello, con viste sempre più ampie sulle montagne del Daisetsuzan. Per raggiungere la cima vengono indicate circa 2 ore di salita, anche se noi, con un buon passo, abbiamo impiegato poco più di un’ora. Raggiunta la cima a 2.291 metri, si può tornare alla stazione della funivia lungo lo stesso percorso. Prima di scendere consigliamo però di percorrere anche il Sugatami Pond Loop, un semplice circuito che attraversa la zona alla base dell’Asahidake passando tra piccoli laghi, fumarole e punti panoramici sul vulcano.

Per fare con calma funivia, salita alla cima e circuito dei laghi considera almeno mezza giornata. Anche in estate è importante avere con sé abbigliamento adatto: il tempo in montagna può cambiare rapidamente e in quota le temperature sono decisamente più basse.

Panorama dalla cima del monte Asahi

Tra tutti quelli visitati durante il nostro viaggio, il Daisetsuzan è stato il parco nazionale che ci è piaciuto di più in Hokkaido. Se ami la montagna e il trekking, secondo noi è una tappa da non perdere.

Naitai Highland e Lago Shikaribetsu

Nella zona centrale dell’Hokkaido si trova la Naitai Highland Farm, un enorme ranch che si estende sulle colline di Kamishihoro. Una strada panoramica sale attraverso i pascoli fino a raggiungere il Naitai Terrace, da cui si apre una bella vista sulla pianura di Tokachi e sulle montagne circostanti. Qui consigliamo di assaggiare il gelato al famoso latte di Hokkaido.

Lungo la strada merita una breve deviazione anche il Matsumi-Ohashi Bridge, un ponte che attraversa una valle completamente circondata dalla foresta e uno dei punti panoramici più particolari della zona.

Poco distante si trova il lago Shikaribetsu, un piccolo lago di montagna situato a circa 800 metri di quota e circondato dalla foresta. È il lago più alto dell’Hokkaido e una zona molto tranquilla, decisamente meno frequentata rispetto ad altri laghi dell’isola.

Sulle sue rive si trova anche lo Shikaribetsu Kohan Onsen Ashiyu (然別湖畔温泉足湯), un piccolo pediluvio termale gratuito affacciato direttamente sul lago. Una sosta semplice, ma molto piacevole soprattutto dopo una giornata passata in auto.

Kushiro-Shitsugen National Park

Il Kushiro-Shitsugen National Park protegge la più grande zona umida del Giappone e offre un paesaggio completamente diverso dagli altri parchi dell’Hokkaido, fatto di paludi, praterie e corsi d’acqua che si estendono per chilometri.

Il modo migliore per esplorarlo è a piedi, percorrendo le passerelle sopraelevate e i sentieri che attraversano la zona umida, oppure raggiungendo uno dei diversi punti panoramici da cui osservare la palude dall’alto. Il parco è conosciuto soprattutto per il birdwatching e ospita numerose specie di uccelli. La più famosa è sicuramente la gru dalla corona rossa (tancho), uno degli animali simbolo dell’Hokkaido, che vive in questa zona durante tutto l’anno. L’inverno è però il periodo migliore per osservarla, quando numerosi esemplari si concentrano nelle aree di alimentazione.

Per chi vuole esplorare il parco da una prospettiva diversa è possibile anche partecipare a escursioni in canoa lungo il fiume Kushiro.

Cape Shirepa e Cape Erimo

Lungo la costa meridionale dell’Hokkaido si trovano alcuni dei paesaggi più remoti che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio. Uno di quelli che ci è rimasto maggiormente impresso è Cape Shirepa, un promontorio affacciato sul Pacifico raggiungibile con una breve deviazione dalla strada principale.

Cape Shirepa

Non ci sono particolari attrazioni o attività da fare: si viene qui soprattutto per il paesaggio e la sensazione di isolamento. Durante la nostra visita eravamo completamente soli e, forse proprio per questo, Cape Shirepa è stato uno dei luoghi che abbiamo preferito in questa parte dell’Hokkaido.

Proseguendo lungo la costa si raggiunge la zona dei Monti Hidaka, una catena montuosa che attraversa questa parte dell’isola fino a raggiungere il Pacifico. Per conoscere qualcosa in più sulla geologia e sull’ambiente della zona è possibile fare una breve sosta all’Hidakasanmyakusangaku Center. Nei pressi del centro si trovano anche delle piccole cascate, nulla di così entusiasmante.

Il punto più conosciuto della costa meridionale dell’Hokkaido è Cape Erimo, dove i Monti Hidaka arrivano fino all’Oceano Pacifico formando una lunga serie di scogli e formazioni rocciose che proseguono al largo della costa. La zona è famosa anche per il fortissimo vento, presente per buona parte dell’anno.

hokkaido on the road
Cape Erimo

Sul promontorio si trova il Cape Erimo Wind Museum, un piccolo museo dedicato alla natura e alle particolari condizioni climatiche della zona. All’interno si trovano degli spotting scope gratuiti puntati verso la colonia di foche che vive sugli scogli al largo, molto utili per riuscire a individuarle.

La parte più particolare del museo è però la galleria del vento, dove a intervalli regolari è possibile sperimentare direttamente la forza del vento che caratterizza Cape Erimo. La visita non richiede molto tempo, ma secondo noi vale la pena entrare, soprattutto per osservare le foche e provare la galleria del vento.

FAQ sull’Hokkaido

Qui trovi le risposte ad alcune delle domande più frequenti per organizzare un viaggio in Hokkaido.

Quanto tempo dedicare all’Hokkaido

L’Hokkaido è molto più grande di quanto possa sembrare e le distanze tra una zona e l’altra sono spesso importanti. Se vuoi limitarti a Sapporo, Otaru e Furano/Biei, può bastare circa una settimana, mentre per un viaggio on the road più completo consigliamo almeno due settimane.

Noi abbiamo trascorso quasi tre settimane in Hokkaido, di cui circa due on the road con un’auto a noleggio, attraversando gran parte dell’isola fino a raggiungere Cape Soya, il punto più settentrionale del Giappone.

Quanto costa un viaggio in Hokkaido?

Durante il nostro viaggio in Hokkaido abbiamo speso circa 1.200 € in due, considerando noleggio auto, benzina, cibo, pernottamenti e altre spese quotidiane.

La voce più importante è stata il noleggio dell’auto, costato 586 € complessivi. I restanti circa 600 € sono stati spesi tra benzina, cibo, campeggi e ostelli e altre piccole spese durante il viaggio.

Il nostro budget è stato piuttosto contenuto soprattutto perché, durante il road trip, abbiamo dormito quasi sempre in macchina, concedendoci solamente tre notti in ostello. Viaggiare con una kei car ci ha quindi permesso di ridurre notevolmente il costo degli alloggi.

Naturalmente il budget può cambiare parecchio in base al tipo di sistemazione scelta, al periodo e alle distanze percorse. In un viaggio on the road in Hokkaido, oltre al noleggio, bisogna considerare soprattutto benzina e pedaggi, mentre campeggi e guesthouse permettono di contenere molto i costi.

Si può visitare l’Hokkaido con i mezzi pubblici?

Sì, ma dipende molto dal tipo di viaggio. Sapporo, Otaru e le città principali sono ben collegate, mentre raggiungere parchi nazionali, laghi e zone più remote può diventare complicato. Treni e autobus non arrivano ovunque e in alcune aree le corse sono poche. Se vuoi fare un viaggio on the road simile al nostro e spostarti liberamente tra i parchi nazionali, l’auto rimane secondo noi la soluzione migliore.

Com’è guidare in Hokkaido?

Guidare in Hokkaido è piuttosto semplice: fuori dalle città il traffico è generalmente poco e le strade sono in ottime condizioni. Il vero aspetto da considerare sono le distanze, soprattutto nel nord e nell’est dell’isola, dove si possono percorrere parecchi chilometri senza incontrare grandi centri abitati. Meglio quindi non aspettare di essere in riserva per fare benzina.

Si può campeggiare in Hokkaido?

Sì, ed è proprio quello che abbiamo fatto noi per quasi tutto il nostro road trip. Abbiamo dormito principalmente in macchina, concedendoci solamente tre notti in ostello durante il viaggio.

In Hokkaido ci sono numerosi campeggi economici e aree gratuite dove è possibile fermarsi per la notte, spesso dotate di bagni e servizi essenziali. Viaggiando con una kei car siamo riusciti così a contenere parecchio il costo degli alloggi e, soprattutto, ad avere molta più libertà negli spostamenti. Naturalmente non significa che si possa dormire ovunque: è sempre importante verificare che il pernottamento sia consentito nel luogo scelto e rispettare eventuali divieti.

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