
Negli anni abbiamo scaricato una quantità imbarazzante di app per viaggiare. Alcune sono durate il tempo di un viaggio, altre le abbiamo aperte forse due volte e poi dimenticate in qualche cartella dell’iPhone.
Alla fine, però, quelle che utilizziamo davvero sono sempre più o meno le stesse.
Ci servono per orientarci, trovare un sentiero, capire come raggiungere una città, prenotare una stanza, tradurre qualcosa al volo o semplicemente controllare che il budget del viaggio non stia andando completamente fuori controllo.
Questa quindi non vuole essere la solita lista infinita delle “50 app indispensabili da avere in viaggio”. Sono semplicemente le app utili per viaggiare che usiamo noi, alcune praticamente ogni giorno, altre solo quando la destinazione lo richiede.
Google Maps: quella che apriamo più spesso
Partiamo dalla più scontata, ma anche da quella che probabilmente utilizziamo più di tutte.
Google Maps per noi non è soltanto un navigatore. Prima di un viaggio iniziamo già a riempire la mappa di punti: luoghi da vedere, ristoranti, parcheggi, stazioni, viewpoint, eventuali guesthouse e posti trovati durante le ricerche.
Poi, una volta sul posto, la lista continua inevitabilmente a crescere.
È comoda soprattutto nelle città, per muoversi a piedi, controllare i mezzi pubblici, leggere le recensioni o semplicemente capire cosa c’è nei dintorni.
Prima di andare in zone dove sappiamo che la connessione potrebbe essere scarsa scarichiamo anche le mappe offline. Bisogna però ricordarsi che offline Google Maps è molto più limitata: per esempio non offre le normali indicazioni a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.
Ed è proprio qui che entra in gioco un’altra app.

Mapy.com: per i sentieri ormai usiamo quasi solo questa
Per trekking e montagna Mapy.com è diventata una delle nostre app preferite.
Negli anni abbiamo utilizzato diverse mappe, ma questa continua a sorprenderci. Abbiamo trovato sentieri riportati correttamente anche in posti abbastanza remoti e, fino a oggi, per noi si è dimostrata affidabilissima.
Naturalmente in montagna un’app non sostituisce cartelli, condizioni del terreno e buon senso, ma quando dobbiamo capire dove passa un sentiero o controllare una deviazione è quasi sempre la prima che apriamo.
Si possono pianificare percorsi a piedi e in bici, visualizzare sentieri e punti d’interesse, utilizzare tracce GPX e scaricare le mappe per usarle senza connessione.
La versione gratuita permette di tenere offline un Paese, mentre con Premium si possono scaricare mappe senza questo limite.
In pratica il nostro sistema è spesso molto semplice: Google Maps fino all’inizio del trekking, Mapy.com da lì in poi.
MAPS.ME: la vecchia compagna dei viaggi zaino in spalla
MAPS.ME l’abbiamo usata tantissimo, soprattutto nei primi lunghi viaggi in Asia.
Ha il grande vantaggio di funzionare bene offline e per anni è stata la nostra mappa di riferimento quando ci trovavamo in posti con poca o nessuna connessione.
Permette di salvare punti, trovare strade e sentieri e scaricare intere aree sul telefono.
La utilizziamo ancora, ma oggi sui trekking tendiamo a preferire Mapy.com. MAPS.ME rimane comunque una buona seconda mappa da avere a disposizione, soprattutto nei viaggi lunghi.
Apple Maps: in Cina ci ha salvato parecchie volte
Normalmente utilizziamo Google Maps molto più di Mappe di Apple.
In Cina, però, è successa una cosa abbastanza curiosa: abbiamo iniziato a usare quasi sempre Apple Maps.
Per muoverci nelle città, capire quale uscita della metropolitana prendere e trovare indirizzi si è rivelata decisamente più pratica.
È anche un buon esempio del motivo per cui non esiste un’app da utilizzare ovunque: alcune funzionano benissimo in un Paese e molto peggio nel successivo.
Grab: praticamente indispensabile nel Sud-est asiatico
Se viaggi nel Sud-est asiatico, prima o poi finirai probabilmente per installare Grab.
Noi la utilizziamo continuamente.
In Indonesia, Thailandia, Malesia, Vietnam e Singapore ci ha evitato infinite discussioni su prezzi, indirizzi e destinazioni.
Inserisci dove sei, scegli dove vuoi andare e sai già indicativamente quanto spenderai. In molte città puoi scegliere tra auto e scooter e, quando disponibile, utilizzare anche GrabFood.
La cosa che apprezziamo di più non è nemmeno il prezzo.
È poter salire su un’auto senza dover spiegare a gesti il nome di una guesthouse sperduta dall’altra parte della città.
La usiamo tantissimo anche per aeroporti e stazioni.

Uber
Uber fa essenzialmente la stessa cosa e in molte parti del mondo rimane molto più diffusa di Grab.
Non abbiamo però una preferenza assoluta tra le due: dipende semplicemente dal Paese.
Prima di arrivare in una nuova destinazione controlliamo quale servizio viene utilizzato maggiormente e installiamo quello.
Trip.com: in Cina è stata una svolta
Prima di viaggiare in Cina utilizzavamo Trip.com molto meno.
Lì abbiamo iniziato ad apprezzarla davvero.
Per cercare e gestire i treni è stata comodissima e ci ha evitato di dover combattere continuamente con piattaforme locali meno immediate da utilizzare per uno straniero.
Oggi la controlliamo spesso anche nel resto dell’Asia per confrontare voli, treni e altri spostamenti.
Non acquistiamo necessariamente tutto da lì: una volta trovata una soluzione controlliamo comunque prezzi e condizioni anche altrove.
Ma per capire velocemente quali collegamenti esistono è diventata una delle nostre app abituali.

Rome2Rio: quando non sappiamo proprio come arrivarci
Ci capita abbastanza spesso di sapere dove vogliamo andare ma di non avere la minima idea di come arrivarci.
In questi casi apriamo Rome2Rio.
Inserisci partenza e destinazione e ti mostra le varie combinazioni possibili tra autobus, treni, traghetti, auto e voli.
Noi la utilizziamo più come motore di ricerca che come piattaforma di prenotazione.
Troviamo il collegamento, capiamo quale compagnia lo effettua e poi andiamo a controllare direttamente orari e prezzi.
Per costruire itinerari un po’ complicati è molto comoda.
Skyscanner: per avere subito un’idea dei voli
Per i voli utilizziamo ancora Skyscanner, soprattutto quando abbiamo date flessibili.
In pochi minuti possiamo capire quali giorni costano meno, quali compagnie volano su una determinata tratta e se esistono aeroporti alternativi.
Poi però controlliamo sempre il volo fino in fondo.
Il biglietto da 70 euro può diventare facilmente da 120 quando aggiungi bagaglio, scelta del posto e altri supplementi.
Per questo viaggiare leggeri ci aiuta parecchio. Cerchiamo quasi sempre di utilizzare uno zaino delle dimensioni del bagaglio a mano, soprattutto quando un viaggio prevede diversi voli.
Non è solo più comodo: su più tratte il risparmio comincia a essere significativo.
Booking.com: alla fine torniamo quasi sempre qui
Negli anni abbiamo provato Agoda, Hostelworld, Airbnb e parecchie altre piattaforme.
Alla fine quella che utilizziamo più spesso rimane Booking.com.
Soprattutto nei viaggi lunghi ci interessa poter vedere molte strutture sulla stessa mappa, confrontare velocemente i prezzi e prenotare anche all’ultimo momento.
Prima di scegliere guardiamo soprattutto le recensioni recenti.
Il voto generale può essere ottimo, ma magari nelle ultime dieci recensioni tutti si lamentano dello stesso problema. Quelle sono spesso più interessanti della media accumulata negli ultimi cinque anni.
Controlliamo poi posizione, fotografie degli ospiti, orario del check-in e condizioni di cancellazione.
E dopo parecchio tempo passato in viaggio abbiamo imparato anche un’altra cosa: preferiamo una guesthouse semplice nel posto giusto a un hotel più bello ma completamente fuori mano.
TravelSpend: così sappiamo quanto stiamo spendendo davvero
Questa è una delle app che utilizziamo di più nei viaggi lunghi.
TravelSpend serve a una cosa molto semplice: capire se stiamo rispettando il budget.
Ogni volta che spendiamo qualcosa lo inseriamo nell’app: hotel, ristorante, autobus, ingresso, supermercato, qualsiasi cosa.
Ci vogliono pochi secondi.
TravelSpend tiene automaticamente il conto, divide le spese per categorie e soprattutto ci mostra la media giornaliera.
È quest’ultima la parte che troviamo più utile.
Se abbiamo previsto, ad esempio, una certa cifra al giorno per un viaggio di due mesi, possiamo capire subito se siamo in linea oppure se nella prima settimana stiamo spendendo come se dovessimo tornare a casa dopo quindici giorni.
Funziona anche offline e gestisce bene i cambi di valuta, cosa fondamentale quando in poche settimane si attraversano più Paesi.
All’inizio di un viaggio nuovo controlliamo continuamente quanto corrispondono 100.000 rupie, 500 baht o un milione di dong. Dopo qualche giorno il cervello inizia a fare le conversioni da solo, ma TravelSpend continua a tenere tutto ordinato.
Per un weekend non la apriremmo nemmeno.
Per un viaggio di qualche mese, invece, non ne faremmo a meno.
Google Traduttore: basta molto meno inglese di quanto si pensi
Una delle paure che sentiamo più spesso da chi vorrebbe viaggiare è:
“Ma se non parlo bene inglese?”
La realtà è che abbiamo visto persone comunicare nei modi più improbabili.
Gesti, fotografie, numeri scritti sulla calcolatrice e, ovviamente, Google Traduttore.
Lo utilizziamo soprattutto per leggere menu e cartelli con la fotocamera oppure quando dobbiamo spiegare qualcosa di troppo complicato per farlo a gesti.
Prima di partire conviene scaricare sul telefono la lingua del Paese, quando disponibile, così da poter fare almeno le traduzioni principali anche senza internet.
La traduzione non è sempre perfetta, ma nella maggior parte delle situazioni di viaggio è più che sufficiente.

Viaggiare Sicuri
Non è certamente l’app più divertente di questa lista, ma prima di entrare in un nuovo Paese controlliamo sempre Viaggiare Sicuri.
Ci interessa soprattutto per documenti d’ingresso, situazione generale del Paese, eventuali problemi in determinate zone e contatti di ambasciate e consolati.
Se succede qualcosa mentre siamo già in viaggio è anche una delle prime fonti ufficiali che controlliamo.
IQAir AirVisual: l’abbiamo scoperta viaggiando in Asia
Prima di trascorrere parecchio tempo in Asia non ci capitava spesso di controllare la qualità dell’aria.
Poi siamo arrivati in posti dove bastava guardare fuori dalla finestra per capire che forse era il caso di farlo.
IQAir AirVisual mostra l’indice di qualità dell’aria della zona in cui ci troviamo.
A noi è stata particolarmente utile ad Hanoi e nel Nord del Vietnam, oltre che in diverse zone della Cina.
In alcune giornate l’aria era davvero pesante e controllare l’AQI aiutava almeno a capire se fosse il caso di passare l’intera giornata fuori oppure rimandare determinate attività.
Non la definiremmo indispensabile ovunque, ma in alcune destinazioni ha assolutamente senso averla.
NordVPN: soprattutto quando utilizziamo Wi-Fi pubblici
Da anni utilizziamo NordVPN.
La attiviamo soprattutto quando ci colleghiamo alle reti Wi-Fi di hotel, aeroporti, bar e ostelli oppure quando siamo in Paesi dove alcuni servizi internet hanno limitazioni.
Una VPN cifra la connessione tra il nostro dispositivo e il server VPN, ma non significa diventare improvvisamente invisibili o immuni a qualsiasi problema online.
Va vista semplicemente come uno strumento in più.
Prima di utilizzarla è inoltre sempre meglio controllare le regole del Paese in cui ci troviamo, perché sulle VPN le normative possono essere molto diverse.
HappyCow: da vegetariani ci ha risolto parecchi pasti
Questa probabilmente non interesserà a tutti, ma per noi HappyCow merita assolutamente di stare nella lista.
Siamo vegetariani e in alcuni Paesi trovare qualcosa da mangiare è semplicissimo. In altri molto meno.
HappyCow raccoglie ristoranti vegetariani, vegani e locali che offrono opzioni adatte.
Nelle grandi città ormai utilizziamo spesso anche Google Maps, ma HappyCow è particolarmente utile quando ci troviamo in posti meno turistici.
Più di una volta ci ha fatto scoprire piccoli ristoranti che non sarebbero mai comparsi cercando semplicemente “vegetarian restaurant” su Google.

Polarsteps: abbiamo iniziato a usarla grazie a due francesi incontrati in India
Questa ha anche una piccola storia.
Durante il nostro viaggio in India abbiamo incontrato alcuni ragazzi francesi che utilizzavano Polarsteps e ce l’hanno fatta conoscere.
L’idea è semplice ma molto bella: l’app registra il percorso del viaggio e permette di aggiungere fotografie, tappe e qualche pensiero.
Alla fine ti ritrovi una specie di diario digitale con tutto il percorso sulla mappa.
Nei viaggi lunghi fa un certo effetto aprirla dopo mesi e vedere quanta strada hai percorso.
Può continuare a registrare anche senza una connessione internet e sincronizzare successivamente i dati.
È anche comoda per condividere il viaggio con amici e famiglia senza dover mandare continuamente messaggi del tipo “oggi siamo arrivati qui”.
Couchsurfing: oggi è diverso da qualche anno fa
Couchsurfing ha probabilmente cambiato il modo di viaggiare di un’intera generazione di backpacker.
L’idea rimane bellissima: essere ospitati da qualcuno del posto e, più che avere semplicemente un letto, entrare per qualche giorno nella vita di una persona che vive lì.
La piattaforma però negli anni è cambiata.
Oggi richiede una membership e partire con un profilo completamente nuovo e senza recensioni rende molto più difficile trovare un host rispetto al passato.
Continuiamo comunque a trovare interessante soprattutto la parte sociale: eventi, incontri e possibilità di conoscere persone locali.
Usarla solo per cercare un posto dove dormire gratis significa probabilmente perdere la parte migliore di Couchsurfing.
Quali app utili per viaggiare servono davvero?
Dipende da dove stiamo andando.
Nel Sud-est asiatico quasi sicuramente avremo:
Google Maps, Grab, Booking.com, Google Traduttore e TravelSpend.
Se ci sono trekking:
Mapy.com viene scaricata prima ancora di partire.
Durante un viaggio molto lungo aggiungiamo sicuramente Polarsteps, mentre Trip.com diventa particolarmente interessante quando ci muoviamo in Asia.
Il resto viene installato quando serve.
Vale un po’ la stessa regola che utilizziamo con lo zaino: se non pensiamo di utilizzarla davvero, probabilmente non ci serve.
Dopo anni passati a viaggiare abbiamo imparato che avere quaranta app sul telefono non rende il viaggio più semplice.
A volte bastano una buona mappa, un traduttore e sapere quale autobus prendere.
E quando non bastano, quasi sempre si trova qualcuno disposto a dare una mano.
